Zafferano di Navelli
Il termine zafferano deriva dall’arabo ZOFERAN, nessuno può dire con certezza dove è comparso la prima volta lo zafferano; sappiamo che nel bacino del Mediterraneo iniziarono a coltivarlo in modo massiccio dopo l’invasione araba della Spagna e dal predominio marittimo dei Saraceni che lo diffusero in molte altre zone dell’Europa Mediterranea.
La produzione dello zafferano, nel tempo si è ristretta quasi esclusivamente nell’Abruzzo Aquilano.
Il prodotto ricavato nella nostra regione è oggi considerato tra i migliori al mondo.
Lo zafferano è una pianta (bulbo-tubero) che viene trapiantata nel mese di agosto e il cui fiore sboccia nei campi ad ottobre. Il fiore, che si schiude al mattino con i primi raggi del sole, ha un bel colore che varia dal lilla chiaro al viola purpureo; all’interno della sua corolla si trovano 3 fili di colore rosso vivo, è proprio da questi ultimi si ricava lo zafferano. La coltivazione, la raccolta e la lavorazione dello zafferano sono interamente manuali. Per produrre un chilo di zafferano è necessario raccogliere sui campi circa 180.000 fiori ed il tempo che si impiega è pari a circa 500 ore lavorative.
Da circa 20 fiori si ricavano 60 pistilli, che, una volta essiccati, servono a preparare una bustina di zafferano.
Questa spezia è capace di farsi apprezzare sia a tavola che per le proprie qualità medicali. Infatti lo zafferano è considerato IL RE DEGLI ANTIOSSIDANTI. Il merito di questa sua proprietà è dovuto alla crocetina che è un carotenoide contenuto nei pistilli (i tre fili rossi che si trovano al centro del fiore) che hanno la capacità di legarsi ai radicali liberi neutralizzandoli e proteggendo le cellule innalzando le difese immunitarie.
I medici cinesi lo usavano anche come depurativo del sangue e la moderna fitoterapia conferma le sue proprietà disintossicanti.
UNO DEI TANTI TESORI DEL NOSTRO ABRUZZO. |